Trombosi venosa profonda (TVP)

Prevenzione e trattamento

Prevenzione 
Un trattamento preventivo della TVP dovrebbe essere messo in atto in ogni situazione in cui è logico pensare che ve ne sia il rischio. (vedi Cause)

Esistono dei farmaci ad effetto anti-trombogeno, derivati dall’eparina (eparine a basso peso molecolare), che possono essere iniettati giornalmente sotto la pelle. Si tratta di piccole siringhe già preparate, facili da utilizzare anche da parte del paziente stesso.
Questo trattamento preventivo non è particolarmente rischioso e può essere eseguito a domicilio senza controlli indaginosi, pur sempre sotto controllo del medico curante. Nei pazienti che devono essere sottoposti a chirurgia a rischio la prevenzione (profilassi) viene iniziata 12 ore prima dell’intervento e continuata al bisogno.

In certe situazioni in cui il rischio è legato a malattie che durano nel tempo, la profilassi può essere di lunga durata (anche per tutta la vita). In questi casi può essere più comodo usare degli anticoagulanti da prendere per bocca. Questo stesso tipo di trattamento viene indicato nei casi di tendenza, nel tempo, alla recidiva della TVP. La prevenzione con i farmaci può essere utilmente associata ad una prevenzione con mezzi fisici, soprattutto per i pazienti costretto a letto per molti giorni o sottoposti ad intervento chirurgico. Per questo si usano le calze “antitrombo”, create appositamente per essere portate al letto.

Trattamento 
Una volta che la TVP si è instaurata o ce n’è il forte sospetto, è necessario provvedere ad una terapia anticoagulanteScopo di questa terapia è di evitare che la trombosi si estenda ad altri tratti di vena e che avvenga una embolia polmonare, e di ottenere che siano ridotti al minimo i danni alle valvole ed alle vene. Per fare questo si usano gli stessi derivati dall’eparina (eparina a basso peso molecolare) usati per la prevenzione, sotto forma di piccole siringhe pronte all’uso, ma a dosaggi molto più elevati, per ottenere un effetto curativo.

Tranne che in casi di lesioni limitate, la terapia deve durare da un minimo di tre mesi, fino a molti mesi o anni, per cui si cerca di passare quanto prima agli anticoagulanti per bocca. Questi vanno presi sotto forma di compresse (o parti di compresse) da assumere giornalmente fino ad ottenere un effetto anticoagulante espresso dall’abbassamento del Tempo di Protrombina, secondo un sistema di misurazione conosciuto come INR. La terapia per bocca va iniziata durante la terapia con eparina e sovrapposta per 4-5 giorni fino a che l’esame del sangue non mostra in INR di 2-3. Questo livello di INR deve essere mantenuto nel tempo regolando la quantità di farmaco sul livello dell’ INR.
Un INR troppo basso non ha effetto anticoagulante sufficiente (aumentare la dose di una frazione di compressa), un INR troppo alto mette a rischio di emorragia per eccesso di anti-coagulazione (diminuire la dose giornaliera).

Come per la prevenzione anche per la cura, la compressione elastica (con fasce adesive su tutto l’arto o, in seguito, calze pesanti a gambaletto) svolge un ruolo molto importante per l’eliminazione dell’edema e del dolore. Inoltre aumenta il flusso delle vene profonde ed aiuta la fissazione del trombo alla parete, evitando la partenza di emboli. Alcuni medici preferiscono tenere disteso a letto il paziente nella fase iniziale della malattia (1-2 settimane), per ottenere la scomparsa dell’edema, applicando la compressione una volta ottenuta la riduzione dell’edema, ma di recente alcuni gruppi di ricercatori hanno proposto un atteggiamento più favorevole (in pazienti selezionati) alla deambulazione immediata con compressione elastica, sempre associato ai farmaci descritti sopra. I pazienti vengono seguiti ambulatorialmente o dopo un breve ricovero.

L’effetto curativo è simile a quello classico, ma i costi sono molto più bassi e la qualità della vita molto migliore. Durante la gravidanza il trattamento di una TVP è possibile solo con i derivati dell’eparina, che non attraversano la placenta, al contrario degli anticoagulanti orali.