Tromboflebite Superficiale

Una comune complicazione delle vene varicose

I termini di Flebite, Periflebite, Tromboflebite, Varicoflebite sono usati in genere per definire una comune complicazione delle vene varicose: la trombosi di una vena varicosa superficiale. (figura 1)
Le varici possono essere presenti da molto tempo senza dare disturbi importanti, ma improvvisamente può manifestarsi una area dolente, calda e gonfia all’interno della quale è possibile palpare un nodulo od un cordone duro corrispondente alla varice trombizzata.

Fig.1: Flebite di una varice o varicoflebite, della gamba destra. La zona arrossata comprende le varici al disotto del polpaccio sulla faccia interna della gamba, mentre le varici al disopra sono ancora visibili e non coinvolte. Anche le varici del piede sono visibili.

Fig.1: Flebite di una varice o varicoflebite, della gamba destra. La zona arrossata comprende le varici al disotto del polpaccio sulla faccia interna della gamba, mentre le varici al disopra sono ancora visibili e non coinvolte. Anche le varici del piede sono visibili.

 

Spesso è facile trovare una causa scatenante (trauma, puntura di insetto, calore, gravidanza, allettamento, ingessatura, iniezione sclerosante, ecc), ma sempre è presente alla base una stasi venosa ed un danno della parete della vena malata, che sono la vera causa della trombosi. La vena malata è chiusa per la presenza di un coagulo (il trombo). La formazione di questo causa una reazione infiammatoria intensa sulla parete della vena (flebite o varicoflebite, se la vena è varicosa) e nei tessuti circostanti (periflebite) con dolore e gonfiore locale. Dal punto di inizio la flebite più estendersi lungo tutta la varice. In genere la malattia è dolorosa ma non grave e non causa conseguenze importanti, soprattutto non causa embolia polmonare. Camminando, il dolore si accentua un pò, ma non c’è un gonfiore generalizzato, a meno che non sia interessata la circolazione profonda.

La diagnosi è semplice nella maggioranza dei casi, ma è prudente eseguire un esame Eco-Doppler soprattutto in presenza di sintomi anomali, edema di tutta la gamba, dolore diffuso e di interessamento safena alla coscia. L’esame infatti rivela l’eventuale risalita della trombosi lungo la safena fino all’imbocco della vena femorale, cioè in una vena profonda. In questo caso la malattia è molto più grave, può causare embolia polmonare, e necessita di una terapia più aggressiva. (vedi capitolo Trombosi venosa profonda).

Fig 2: Trombosi superficiale in assenza di varici. E' necessario capire la causa del processo trombotico con esame ColorDoppler e ricerche sul sangue.

Fig 2: Trombosi superficiale in assenza di varici. E’ necessario capire la causa del processo trombotico con esame ColorDoppler e ricerche sul sangue.

La Trombosi di una varice ha una evoluzione benigna: l’infiammazione tende a spegnersi, la vena trombizzata si riapre nel giro di qualche mese; ma se non si provvede a curare la malattia principale (le varici) la flebite tende a ripresentarsi. Un po’ diverso è il caso di una Trombosi di una vena superficiale non varicosa (5% dei casi circa).

Poiché in questo caso mancano la stasi venosa ed il danno parietale, la trombosi deve essere ricercata in qualche altra alterazione presente nel corpo ma non evidente.

Le ipotesi più frequenti sono:
– presenza di una neoplasia del sangue o degli organi interni (eseguire una ecografia addominale e le ricerche sul sangue);
– malattie del collageno (eseguire i tests reumatologici);
– difetti della coagulazione (ricercare i principali difetti dei fattori della coagulazione);
– malattie metaboliche (iperuricemia, iperomocisteinemia)

Controllare infine l’eventuale assunzione di ormoni a scopo anticoncezionale o sostitutivo in menopausa. In questa situazione, inoltre, le flebiti superficiali sono di frequente la spia di trombosi venose profonde, per cui un esame EcoDoppler delle vene profonde è fortemente raccomandato.