Tromboflebite superficiale: il trattamento

La compressione, il presidio fondamentale come trattamento della tromboflebite superficiale

Il trattamento della tromboflebite superficiale è semplice qualunque ne sia la causa. Il presidio fondamentale è la compressione, inizialmente eseguita mediante fasciatura tenuta a permanenza (Figura 1), durante la fase di dolore, infiammazione e gonfiore, poi continuata con calze elastiche di compressione adeguata, da portare fino a guarigione del processo se è previsto l’intervento correttivo delle varici. In caso contrario le calze dovrebbero essere portate per sempre, allo scopo di evitare la recidiva della flebite.

Una fasciatura ben serrata e tenuta a permanenza spegne il processo infiammatorio ed attenua il dolore, permettendo la deambulazione

Fig. 1: Una fasciatura ben serrata e tenuta a permanenza spegne il processo infiammatorio ed attenua il dolore, permettendo la deambulazione

La compressione offre sollievo quasi immediato (agendo sull’edema, l’infiammazione, il dolore) arresta la diffusione della trombosi ed aiuta l’assorbimento del trombo. Una volta compressa la zona malata il paziente è invitato a camminare attivamente durante la sua giornata e a non ascoltare amici parenti e, a volte, medici, che gli consigliano di stare a letto. L’allettamento infatti rallenta la circolazione e favorisce l’estensione del trombo.
La deambulazione invece, associata alla compressione, attiva la circolazione e favorisce la guarigione, eliminando inoltre l’effetto negativo delle varici.

Oltre alla compressione, anche l‘assunzione di anti infiammatori  è di grande aiuto per alleviare il dolore e l’infiammazione. Questi possono essere presi durante il periodo più critico, a stomaco pieno (attenzione!!: danno fastidio a chi soffre di gastrite o ulcera). Quando il processo trombotico colpisce la safena alla coscia o si presenta in maniera violenta, è opportuno somministrare gli anticoagulanti (eparina per iniezione sotto pelle) per eliminare il pericolo della propagazione nelle vene profonde.

In presenza di trombosi di vene molto grosse, si formano degli ammassi di sangue coagulato che conviene svuotare (una volta spenta la fase acuta). Questo svuotamento si esegue ambulatorialmente, in anestesia locale, facendo dei piccoli tagli lungo la vena e spremendo fuori il sangue coagulato. Quando è possibile fare questo, la guarigione è più rapida. In rari casi, quando la trombosi tende a risalire lungo la safena e ad invadere le vene profonde, può essere opportuno operare d’urgenza la safena all’inguine, per arrestare l’avanzata del coagulo.
Naturalmente, se la trombosi superficiale si accompagna ad una trombosi delle vene profonde, la cura sarà quella per le vene profonde, cioè basata sugli anticoagulanti a dose terapeutica e la compressione.