Stile di vita e Circolazione Venosa

Camminare, l’appoggio plantare, le calzature

Tutti hanno sentito dire che camminare nell’acqua da sollievo a chi soffre di vene varicose.
E’ noto infatti che :
– La sedentarietà rallenta la circolazione venosa delle gambe e favorisce l’edema, la sensazione di pesentezza, peggiorando i sintomi dell’insufficienza venosa;
– L’attività motoria accelera il flusso nelle vene delle gambe alleviando i sintomi della stasi.

domanda
Il tipo di società in cui viviamo ha privilegiato gli spostamenti con i mezzi di trasporto. Se per le medie e lunghe distanze questo costituisce un progresso, per le brevi distanze si risolve in un danno per la salute. Paradossalmente passiamo la giornata spostandoci da un ascensore ad un’automobile, da un mezzo pubblico ad un motorino, solo per aver tempo (nel migliore dei casi) di correre in palestra per fare movimento.
Non solo chi soffre di insufficienza venosa, ma anche chi ha comportamenti a rischio (obesità, lavoro in piedi o seduto) e chi ha una predisposizione (familiarità, difetti congeniti) dovrebbe ritagliare una mezz’ora dalla propria giornata da dedicare all’attivazione della circolazione. Evitare l’uso dell’ascensore Il beneficio non è solo per le gambe, ma anche per il cuore, il cervello, i muscoli e tutto l’organismo in genere.

Camminare
è il tipo di attività motoria ideale per la circolazione delle gambe, la cui struttura muscolo-scheletrica è conformata meravigliosamente per questo.
Una passeggiata a passo svelto è la forma più economica di manutenzione delle vene: è divertente, è gratuita, può essere praticata dovunque ed a qualunque orario, a qualunque età, con ogni clima.
Ad ogni passo una parte di sangue viene spinta dal piede e dal polpaccio (la pompa venosa) verso la coscia e poi verso il cuore mettendo in moto la circolazione di tutto il corpo.
Quando non sia possibile camminare (in viaggio, nel lavoro, in casa, allettamento), l’attivazione della pompa venosa può essere eseguita con dei movimenti di flessione ed estensione del piede spinti al massimo. Anche spostare il peso alternativamente sulle punte dei piedi e sui talloni può essere efficace.
L’unica situazione che impedisce la marcia è la presenza di un impedimento di tipo ortopedico (artrosi di caviglia o ginocchio, paralisi muscolare, scarso equilibrio), dove, in alternativa, una attività di ginnastica passiva potrà essere proposta.

L’Appoggio plantare

dovrà essere un osservato speciale: sia il piede piatto che il piede cavo possono causare una spinta ridotta del sangue verso l’alto. Stessa cosa può derivare dalla presenza di callosità dolenti od occhi di pernice che costringono a camminare zoppicando, alterando l’equilibrio della marcia.

Le calzature 
possono da una parte essere causa di ostacolo alla spinta del sangue verso l’alto (tacchi alti, punta stretta, suola troppo sottile, stivali), dall’altra contribuire, con adattamenti specifici, a migliorare l’effetto della pompa venosa (correzione con plantari, correzione posturale).

Il Riposo
Il riposo notturno è il momento in cui le vene delle gambe finalmente alleggeriscono il loro lavoro. La pressione venosa al piede per esempio passa da circa 90 mm di mercurio (in piedi) a circa 10 mm in posizione distesa. Le gambe, gonfie alla sera, al mattino si presentano sgonfie e sottili per l’alleggerimento della pressione venosa.
Quando l’insufficienza venosa è importante, le gambe possono trovare beneficio dall’essere sopraelevate durante la notte. Alzare i piedi del letto di 10-20 cm aumenta la velocità del flusso del sangue delle gambe del 200%.
Nei pazienti con insufficienza venosa è opportuno cogliere ogni occasione della giornata per sollevare le gambe, anche per brevi periodi, specie se si lavora in piedi e nel periodo caldo, soprattutto se non ci si cura adeguatamente con la compressione elastica.

Il Caldo ed il Freddo
Il caldo ed il freddo influenzano grandemente lo stato delle vene: d’estate le vene si dilatano e svolgono la loro funzione di “raffreddamento” della pelle. Con il caldo tutti i disturbi legati alle varici si aggravano, proprio nel periodo in cui ci si libera delle calze o delle fasce elastiche. Gli edemi sono più evidenti, le flebiti e le ulcere sono più frequenti, l’erisipela si presenta in maniera tipica.
D’estate, la possibilità di camminare più liberamente (in vacanza, nell’acqua) è positiva, mail sole ha una azione molto dannosa in presenza di insufficienza venosa (stimolo infiammatorio, vasodilatazione).
Chi di regola porta calze elastiche non dovrebbe eliminarle completamente, ma continuare a metterle magari solo per brevi periodi, nelle ore più fresche. Anche calze a gambaletto, al posto dei collant, possono essere usate.
Il freddo ha una azione vasocostrittiva, che spiega perché in inverno i disturbi dell’insufficienza venosa sono meno evidenti. Docce con acqua fredda dopo un bagno caldo possono essere usate come “ginnastica vascolare”  nella prevenzione generica dell’insufficienza venosa analogamente al bagno nella neve dopo una sauna.
Il riscaldamento domestico deve essere regolato su livelli di benessere e possibilmente ben distribuito. I sistemi di riscaldamento a pavimento, una volta considerati dannosi, sono oggi utilizzabili senza danno grazie alla produzione di calore meglio dosato.