Sedentarietà come causa delle varici

Quali sono i lavori a rischio

Le occupazioni che richiedono una posizione in piedi o seduta, senza possibilità di movimento o con movimenti limitati presentano un maggior rischio di comparsa di varici (80% circa nelle donne che lavorano in sala operatoria o in lavanderia, secondo uno studio del 1999), rischio che è proporzionale al numero di anni di lavoro in quella condizione.

Anche il lavoro in condizioni di alte temperature (cuochi, riscaldamento sotto il pavimento, al sole) è un fattore di rischio, specie se associato alla situazione precedente. La circolazione venosa degli arti inferiori non ha un “motore” che spinga il sangue verso l’alto, per farlo ritornare al cuore. Per risalire dal basso verso l’alto il sangue riceve solo una piccola spinta dall’altro sangue che nel frattempo arriva dal cuore a nutrire i tessuti. Soltanto l’energica contrazione dei muscoli della gamba invece fa procedere speditamente verso l’alto il sangue venoso, svuotando le vene che ricominciano a riempirsi subito dopo.

Quindi, se si cammina, si corre, ci si muove in maniera costante, il sangue venoso si svuota attivamente ed il sistema lavora a pressione più bassa. Se si passano ore seduti od in piedi senza attivare una contrazione muscolare ritmica il sangue sale lentamente e procede solo grazie alla spinta minima di base, mantenendo il sistema pieno e sotto pressione costante.

Se fa caldo le vene si dilatano e la quantità di sangue, che già procede lentamente, rallenta ulteriormente.
Un esempio tipico dell’effetto della posizione seduta obbligata per molte ore è un viaggio in aereo che duri 5-6 ore. Se ci si tolgono le scarpe alla partenza, si farà fatica a rimetterle all’arrivo perché i piedi si saranno gonfiati, anche in assenza di malattia delle vene. Questo può essere evitato da “passeggiate” frequenti (non sempre possibili in aerei pieni) e dall’uso di compressione con calze elastiche.

Altri esempi di occupazioni a rischio per sedentarietà sono quelle di commessi di negozio, parrucchieri, camerieri, hostess ecc. In questi casi l’immobilità non è assoluta ma i movimenti delle gambe sono limitati, i muscoli esercitati al minimo. I disturbi in genere compaiono con gli anni, quando le gambe “non ne possono più”. L’unica soluzione è comunque sempre l’esercizio fisico e l’uso preventivo delle calze elastiche. 
Infine, la sedentarietà aumenta con l’età a causa della limitazione dei movimenti (artrosi, debolezza, incoordinazione, depressione) accentuando l’effetto dell’invecchiamento sulla parete delle vene.