Le conseguenze della Trombosi Venosa Profonda

Disturbi legati all’ostruzione, Embolia polmonare, Insufficienza venosa cronica

La Trombosi Venosa Profonda (TVP) può provocare:
– Disturbi  immediati, legati all’Ostruzione delle vene profonde della gamba, nel 50 % circa dei casi.
– Embolia Polmonare, in fase precoce, per distacco di un frammento di trombo nel 7-15% dei casi.
– Insufficienza Venosa Cronica, in fase successiva, per il danno conseguente della parete delle vene nel 50 % dei casi.

Ciascuna di queste patologie può andare dalla totale assenza di sintomi alle manifestazioni più gravi ed addirittura fatali.
Questo rende la diagnosi di ognuna di queste situazioni difficile da prevedere e spesso da scoprire, tranne che nei casi molto evidenti.

Varici, pigmentazione, ulcera, infiammazione sono tutti segni tipici dell'insufficienza venosa post trombotica.

Varici, pigmentazione, ulcera, infiammazione sono tutti segni tipici dell’insufficienza venosa post trombotica.

 

Disturbi legati all’ostruzione
Il trombo tende ad ostruire le vene profonde della gamba. Questa ostruzione può essere parziale, con scarse conseguenze, o totale, creando un ostacolo alla risalita del sangue verso il cuore.
L’ingorgo di sangue crea una ipertensione che dilata le vene a valle e cerca di creare circoli collaterali per scaricare il flusso di sangue che continua ad arrivare dal basso.
In questa situazione il sangue cerca di diminuire il suo volume scaricando una parte dell’acqua che trasporta dando luogo ad un edema che provoca gonfiore della gamba e della coscia.
Le vene ostruite sono distese e dolenti, alla palpazione, lungo il loro decorso. Dolore e “pesantezza” di tutto l’arto sono causati dal processo infiammatorio conseguente.
Le vene superficiali possono diventare evidenti perché sostituiscono quelle profonde ostruite.
Il trombo tende successivamente a sciogliersi. in un tempo variabile (a 6-9 mesi il 55% dei casi mostra una completa ricanalizzazione) eliminando l’ostruzione, ma lasciando spesso qualche danno permanente alla circolazione venosa della zona, causa dell’insufficienza venosa cronica conseguente .
Nei casi particolarmente predisposti la trombosi può ripetersi anche più volte specie se il trattamento anticoagulante non viene eseguito in maniera opportuna.

Embolia polmonare
L’ embolia polmonare (EP) è dovuta: al distacco di un frammento del coagulo di sangue di cui è costituito il trombo (embolo), al suo passaggio nella corrente che viaggia verso il cuore ed al suo arrivo nei polmoni dove viene bloccato perché troppo grosso per passare attraverso le arterie polmonari .
I sintomi di una EP dipendono dall’estensione della occlusione delle arterie polmonari. Almeno il 50% dei vasi polmonari devono essere ostruiti perché la sintomatologia sia evidente.
Ipotensione improvvisa, dolore toracico, insufficienza respiratoria sono i tipici sintomi che fanno sospettare l’EP. Anche tosse, sudorazione, palpitazioni possono essere presenti.
Sulla sola base dei sintomi però non è possibile stabilire una diagnosi, ma solo sospettare la malattia.
La diagnosi può essere posta con maggior sicurezza da una angiografia polmonare (che però è un metodo a rischio in pazienti già gravi) o da una scintigrafia polmonare (che però non da certezza ma gradi di probabilità).

Insufficienza venosa cronica
La ricanalizzazione della vena ostruita inizia dopo pochi giorni dalla trombosi e continua nei mesi successivi. L’esito finale può essere:
– Scomparsa rapida totale del trombo senza gravi danni della parete venosa e delle valvole. Si tratta dei casi di trombosi di tratti brevi e in zone non importanti.
– Scomparsa totale del trombo in tempi più lunghi (due mesi) con danni alle valvole limitate ad un settore.
– Scioglimento parziale del trombo con vene molto danneggiate, scomparsa delle valvole, dilatazione delle perforanti.
– Persistenza del trombo che diventa un cordone fibroso con ostruzione permanente.

Mentre l’ostruzione scompare più o meno rapidamente, il danno sulle vene e le valvole prosegue per lungo tempo, con un peggioramento lento e progressivo, determinando unainsufficienza venosa cronica che tende a peggiorare nel tempo se non adeguatamente curata.
Se l’estensione del trombo era limitata (alla gamba per es.) anche i disturbi successivi sono limitati (edema, dilatazione dei capillari alla caviglia).
Se invece più settori dell’arto erano coinvolti (polpaccio e coscia per es.) le lesioni successive saranno più importanti (fig.).
A lungo termine (attorno ai 10 anni), secondo vari studi, si è visto che:
– l’edema è presente nel 30-60 % dei casi
– l’insufficienza venosa cronica – fig.1- (dilatazione venosa, insufficienza valvolare, stasi, pigmantazione, ecc.) si riscontra nel 50 % dei pazienti.
– l’ulcera si apre nel 3-15% dei casi.

Naturalmente questi eventi possono essere prevenuti in gran parte da una cura adeguata, basata soprattutto su una compressione elastica efficace.