Le calze riposanti

Chiamate anche calze di sostegno, sono calze leggere, molto simili a quelli di uso comune per aspetto e colori, di costo limitato.

Esistono sottoforma di collants, autoreggenti, a gambaletto. La loro classificazione in “denari” (40-70-140) esprime la loro forza compressiva. Si tratta di una vecchia classificazione basata sullo spessore del filo di tessitura.

In generale le 40 possono essere considerate leggere, producendo 6-8 mm Hg alla caviglia.
Le 70 sono considerabili come medie, producendo circa 10-14 mm Hg alla caviglia.
Le 140, classificabili come pesanti, forniscono circa 15-18 mm Hg alla caviglia.
I termini leggero, medio, pesante , si riferiscono solo all’ambito di questo tipo di calze, che dal punto di vista del flebologo non devono essere considerate curative, ma, appunto, di sostegno o preventive o riposanti.
Questo per eliminare l’equivoco che mettere queste calze voglia dire fare un trattamento compressivo.
Ad esclusione delle più leggere e con qualche concessione alle medie, in realtà le calze più pesanti, la 140 per intenderci, svolgono un ruolo importantissimo nella pratica flebologica e trovano indicazione nelle seguenti situazioni:

– Gambe “stanche”per lavori in piedi per molte ore, senza possibilità di movimento.
– Edemi moderati pre mestruali o serali.
– Sindrome delle “gambe senza riposo”
– Dopo intervento chirurgico sulle varici, per sostegno e prevenzione dell’evoluzione della malattia.
– Dopo trattamento sclerosante, per sostegno e prevenzione, come sopra.
– In gravidanza per contrastare gli effetti della dilatazione venosa.
– Alternate (qualche ora al giorno) alla calze curative più pesanti.
– Sovrapposte alle calze curative per aumentarne l’efficacia e migliorarne l’estetica.

In termini pratici queste calze possono essere usate con profitto da tutte le donne con piccoli disturbi della circolazione venosa, spesso al limite con il normale (disturbi funzionali).
Si tratta della stessa indicazione che hanno i farmaci venotonici. Su questi hanno il vantaggio di non richedere ingestione di sostanze per lunghi periodi e di essere più economiche.