La terapia compressiva

La compressione mediante fasce o calze elastiche è un principio fondamentale di tutti i trattamenti flebologici

La compressione mediante fasce o calze elastiche è un principio fondamentale di tutti i trattamenti flebologici. Qualunque sia la lesione da curare, essa è invariabilmente collegata ad un difetto di drenaggio dei tessuti; di conseguenza il trattamento compressivo sarà sempre utile se non indispensabile. In presenza di una lesione della pelle causata da insufficienza venosa (ulcera, eczema, infiammazione, indurimento) la compressione costituisce la terapia più importante in quanto annulla gli effetti della stasi del sangue, offrendo alla pelle la possibilità di rimettersi a posto. Tutti i trattamenti associati hanno una importanza secondaria.

Anche la cura delle varici, sia chirurgica che sclerosante, necessita di una adeguata compressione sulle zone trattate per una più rapida e completa guarigione. La trombosi venosa delle vene profonde è forse la malattia più grave di competenza del flebologo. La terapia anticoagulante qui svolge un ruolo importante, ma una adeguata compressione dell’arto malato ha un ruolo altrettanto importante.

Gamba gonfia con piccola ulcera ma con estesa area infiammatoria.

Gamba gonfia con piccola ulcera ma con estesa area infiammatoria.

Fasce
Le fasce sono brutte da vedere e, almeno all’inizio, non sono gradite dai pazienti, ma sono molto utili, ed a volte insostituibili. Il loro uso è per lo più transitorio, per consentire la guarigione di una lesione (immediato post operatorio, dopo scleroterapia, tromboflebite superficiale), o per rimettere il sistema in equilibrio (edema, scompenso post trombotico, ulcera). Si usano soprattutto per eliminare il gonfiore (edema) presente nelle gambe, come conseguenza dell’ipertensione venosa. Sono anche utili nella cura delle ulcere, soprattutto nella fase iniziale.

Il problema del loro uso sta in una certa difficoltà nella loro applicazione da parte del personale infermieristico e del paziente (o dei suoi parenti). Inoltre esistono vari tipi di fasce e vari modi di fare la fasciatura e quindi starà al medico ed alla sua esperienza la scelta ottimale delle modalità. Tutti però sono in grado di imparare rapidamente a patto di volerlo fare.

Dopo una settimana di terapia compressiva con benda in doppio strato la gamba è già sgonfia come dimostrato anche dalle pieghe longitudinali della pelle.

Dopo una settimana di terapia compressiva con benda in doppio strato la gamba è già sgonfia come dimostrato anche dalle pieghe longitudinali della pelle.

Le Calze Elastiche

Le calze sono più accettate da medici e pazienti perché più gradevoli ed apparentemente più facili da posizionare. Hanno l’inconveniente di essere meno efficaci delle fasce e discostare molto di più. Le calze più pesanti inoltre sono difficili da indossare, specie per le persone anziane. Si usano per mantenere ciò che si è ottenuto con le fasce, quindi prevedono un uso più prolungato e costante.
Esistono vari tipi di calze a seconda della pressione che esercitano sulla pelle:
– A compressione leggera (I classe) per sintomi e lesioni non gravi o per mantenimento.
– A compressione intermedia (II classe) per il postoperatorio, dopo scleroterapia, per trattamento di ulcera, per varici gravi.
– A compressione forte (III classe) per edema importante, insufficienza venosa cronica grave.
– A compressione extraforte (IV classe) per edema linfatico, edema irreversibile, insufficienza venosa gravissima.

Le classi più usate sono le prime due. Con l’aumento della compressione c’è un aumento della difficoltà di applicazione. Esistono dei sistemi che facilitano lo scorrimento della calza ma non risolvono completamente il problema. Le calze sono prodotte in diverse lunghezze: al ginocchio, alla coscia, alla vita.

Le calze al ginocchio o “a gambaletto” sono le più comode, le più economiche e sono in genere sufficienti per la maggior parte delle situazioni.
La parte più difficile per l’uso delle calze è la loro prescrizione. Il medico non deve solo decidere il tipo di compressione necessario ma deve anche ottenere che le calze siano portate effettivamente. Questo si ottiene con la spiegazione di modi, sistemi, trucchi, soluzioni specifiche per ogni soggetto, il tutto condito con pazienza e controlli. Una volta ottenuta la comprensione del metodo, il paziente può continuare da solo, anche per tutta la vita, se necessario.