Il trattamento dei capillari

Il percorso corretto per tenere le gambe in ordine: fase iniziale e lavoro di mantenimento  (Telangiectasie – Microvarici – Venulectasie) 

Trattamento

Il trattamento delle Telangiectasie è apparentemente semplice: basta iniettare nei piccoli vasi un liquido “sclerosante” ed è fatta.
In realtà le cose sono un pò più complicate.

Intanto i pazienti devono essere informati che le piccole varici possono essere nascoste, attenuate, rese meno visibili, ma non eliminate totalmente. Inoltre è probabile che molte delle venule trattate prima o poi ricompaiano, o che se ne formino di nuove.
Il trattamento dunque deve avere dunque una fase iniziale, in cui si fa il lavoro più impegnativo, cercando di eliminare il massimo possibile.
Una fase successiva invece prevede un lavoro di “mantenimento”, con sedute diradate ogni anno o due.

In questo modo è possibile, con poco lavoro, tenere le gambe in ordine; é invece impossibile pretendere che dopo il trattamento iniziale le microvarici non si formino più.
Se accanto ai capillari sono presenti vene varicose più grosse, queste devono essere eliminate prima (Flebectomia), soprattutto se sono le vene “nutrici” dei capillari.
Le iniezioni sclerosanti sono il metodo più efficace di trattamento delle telangectasie.
Con un ago sottilissimo viene iniettata nella venula una sostanza che provoca una leggera infiammazione che, guarendo, ottiene la “sclerosi” (chiusura) del vaso, e quindi la sua scomparsa.
Esistono vari tipi di liquido sclerosante in commercio tutti validi. Ogni flebologo ha la sua preferenza.
Alcuni di questi possono essere trasformati in schiuma. Questa ha il vantaggio di essere più efficace richiedendo una quantità di liquido molto ridotta.
Ad ogni seduta sclerosante si eseguono 20-30 iniezioni fino a coprire una determinata zona ed a consumare una certa quantità di liquido.
Il trattamento sclerosante va accompagnato ad una compressione con bende della zona trattata, e con calze elastiche per tutta la gamba. La compressione rende più efficace la scleroterapia e limita gli inconvenienti (lividi, infiammazione, trombi) -Fig. 1 e 2 –

trattamento 1

Vengono eseguite 20-30 iniezioni cercando di trattare una intera zona. Ogni iniezioni è coperta da un piccolo cerotto.

trattamento 2

La zona trattata viene compressa con una benda per 3 giorni

 

Le telangectasie iniettate non scompaiono automaticamente tutte subito: alcune effettivamente spariscono, altre si attenuano, altre ancora rimangono invariate. Dopo 7-14 giorni è possibile rifare le iniezioni nelle vene “resistenti”, avendo sempre la pazienza di aspettare l’effetto. -Fig.3 e 4

Una gamba può avere bisogno anche di numerose sedute, intervallate da periodi di riposo. In questo modo si capisce che il trattamento completo è piuttosto lungo e va quindi calcolato in funzione della stagione.
Non sarà saggio quindi iniziare un trattamento impegnativo a maggio, perché troppo vicino alla stagione estiva, a meno che i capillari da trattare siano limitati.

trattamento 3

Area di telangectasie nutrite da una vena più grossa (a destra)

trattamento 4

Fig. 4: La stessa area dopo 15 giorni di trattamento sclerosante. La vena più grossa è chiusa da un coagulo che tenderà a scomparire. La maggior parte dei capillari è scomparsa o attenuata.

Le iniezioni sono dolorose? 

Questa è una domanda frequente, legata ai racconti di antichi trattamenti sclerosanti fatti con sostanze molto forti. In realtà i liquidi in uso oggi sono praticamente indolori. Il dolore è minimo, e legato più alla puntura (me l’ago è piccolissimo) che alla sostanza.

E’ vero che se si chiudono i capillari da una parte, se ne formano da un’altra?
Anche questa domanda viene spesso posta. I capillari continuano a formarsi anche dopo il trattamento, ma non a causa di questo. Il risultato deve essere mantenuto con brevi revisioni quasi ogni anno.

Ma oggi non si usa il Laser?
Il trattamento sclerosante a causa della sua lentezza, lunghezza, ripetitività ed a volte inefficacia, induce i pazienti a cercare metodi più veloci e “moderni”. Il laser è uno di questi, ma le sue promesse sono estremamente deludenti.
Infatti, a parte il maggior costo ed il dolore che provoca, il raggio laser lascia spesso piccole cicatrici chiare lungo la vena, non tratta la vena nutrice, può provocare pigmentazioni. Ma, soprattutto, sotto tutto questo spesso i capillari non se ne sono andati. Secondo molti flebologi quindi questo metodo promette molto ma ottiene poco (almeno per il paziente).