Gambe gonfie

Quali sono i casi di gambe gonfie più frequentemente riscontrabili nelle pratica flebologica

Qualunque sia la causa del gonfiore delle gambe, si tratta sempre dell’accumulo di ACQUA (a volte con sali o proteine) nello spazio fra la pelle ed i muscoli. Tale spazio normalmente è costituito da tessuto adiposo (grasso) che contiene una quota minima di acqua, ma in condizioni di cattiva circolazione venosa o di alterazione del sangue, tale quota può aumentare anche in maniera notevole.
Poiché le gambe costituiscono il punto più declive del corpo, è qui che i fenomeni di accumulo dei liquidi sono più evidenti.

La gamba sinistra è fortemente edematosa rispetto alla destra

La gamba sinistra è fortemente edematosa rispetto alla destra

Quando entrambe le gambe si gonfiano allo stesso modo, in genere si tratta di un problema di salute generale, mentre se una sola gamba è coinvolta od una sola sua parte, la causa è presumibilmente locale, della gamba stessa. Un accumulo di acqua può avvenire perché i liquidi passano in eccesso nel sottocutaneo o vengono riassorbiti più lentamente, per disfunzioni legate all’azione di farmaci (diuretici, calcio-antagonisti, anti-infiammatori), e di ormoni (estrogeni, cortisone, tiroidei). Anche le malattie renali, epatiche e cardiache possono essere in causa.

Quando invece il sangue venoso non riesce a risalire verso il cuore (trombosi, varici, ostacoli, incapacità del cuore), la pressione aumenta per l'”ingorgo” di sangue. Dalla vene allora una maggiore quota dell’acqua disciolta nel sangue esce nello spazio sottocutaneo, allo scopo di diminuire tale ingorgo e di aumentare la pressione dei tessuti. Tralasciando le malattie più gravi e le disfunzioni più evidenti, i casi di “gambe gonfie” più frequentemente riscontrabili nelle pratica flebologica sono:

Insufficienza venosa
Le vene delle gambe non sono più in grado di far risalire il sangue al cuore per il mancato funzionamento delle valvole. Queste, normalmente, impediscono al sangue di tornare indietro ma, un tragitto alla volta, lo spingono verso l’alto. Il loro mancato funzionamento non riesce a trattenere il sangue che scorre in avanti ed indietro in maniera inefficace portando alla dilatazione delle vene (vene varicose), alla stasi venosa, all’aumento della pressione, al passaggio di liquido fuori delle vene (edema), alla cattiva nutrizione della pelle, alle lesioni cutanee (ulcera, eczema, pigmentazione, infiammazione).

Edema bilaterale simmetrico da causa generale (Ca-antagonisti)

Edema bilaterale simmetrico da causa generale (Ca-antagonisti)

– Infezione/Infiammazione cutanea
A seguito di un piccolo taglio, di un foruncolo, di una lesione de grattamento, di una vescica da scarpa, di una puntura di insetto, alcuni germi patogeni (stafilococchi e streptococchi) penetrano nella pelle, si sviluppano e provocano una infezione. La cute circostante va incontro ad infiammazione, che si accompagna a dolore, calore, gonfiore. La pelle appare tesa, spesso arrossata, dolente alla pressione. Se la circolazione è ottimale, il processo può guarire da solo, ma se una qualche piccola disfunzione è già presente, il processo si prolunga e si automantiene.

– Ematoma post traumatico
Una raccolta di sangue sotto la pelle, fuori dai vasi sanguigni, è un ematoma. Può essere la conseguenza di un trauma anche minore, di una distorsione, di uno strappo muscolare. Il sangue fuori dai vasi ha una azione “infiammatoria” sui tessuti circostanti, per cui provoca dolore, edema circostante, gonfiore locale. Il riassorbimento dell’ematoma è lento e non sempre completo. una buona compressione lo risolve molto più rapidamente.

– Trattamento anti-ipertensivo con Ca-Antagonisti
Alcuni farmaci per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, i Calcio-antagonisti in particolare, agiscono sulla muscolatura delle arterie con una azione “rilassante“. Se le arterie si dilatano, la pressione al loro interno diminuisce, ottenendo lo scopo curativo. Il problema però è che anche altre strutture si rilassano, per esempio le vene ed i capillari. Questo provoca un edema che scompare rapidamente dopo sostituzione del farmaco con altro ipotensivo.

– Trattamento di lunga durata degli edemi con diuretici
L’uso dei diuretici è utile per eliminare i liquidi che si accumulano a seguito di una insufficienza cardiaca o renale. Nelle persone anziane con lieve ipertensione e gonfiore degli arti vengono somministrati volentieri allo scopo di abbassare la pressione e sgonfiare le gambe. Il loro uso prolungato può far perdere troppi sali ed indurre gli ormoni che regolano gli elettroliti a provocare l’edema invece che ad eliminarlo.

– Permanenza in piedi o seduto, di lunga durata in condizioni sfavorevoli
Durante un viaggio aereo di lunga durata tutti abbiamo sperimentato come, togliendoci le scarpe alla partenza, abbiamo difficoltà a reinfilarle all’arrivo. La posizione seduta per lungo tempo, senza attività muscolare a far da pompa, fa ristagnare acqua nei tessuti delle gambe, specie nelle zone più declivi. Questo già in assenza di malattie. Se in più si hanno difetti di circolazione venosa, malattie di cuore, rene, fegato, tale fenomeno può essere molto più evidente. Fenomeni analoghi succedono nei soggetti che lavorano in piedi, specie se muovendosi poco (commessi, venditori al banco, cuochi, parrucchieri, chirurghi, ecc) o che passino molto tempo seduti (studenti, impiegati, operatori al computer, ecc). Molte persone anziane, per pigrizia, artrosi, debolezza, passano molte (troppe) ore davanti al televisore ed evitano di camminare almeno un minimo provocando un edema a volte importante, se associato ad insufficienza venosa. I pazienti con insufficienza arteriosa grave hanno difficoltà di far arrivare il sangue ai piedi: quando li sollevano sul letto arriva meno sangue e le gambe fanno male. Per questa ragione vivono in poltrona con le gambe sempre “in basso” e per questo sempre gonfie. Questo oltre a tutto peggiora la circolazione arteriosa stessa.

– Periartrite
Spesso le caviglie sono gonfie per motivi legati a problemi ortopedici delle articolazione del piede. In presenza di una infiammazione articolare, il gonfiore appartiene per lo più alla quota reumatologica, anche se i tessuti circostanti compartecipano del fenomeno.

Linfedema
La rete linfatica ha la funzione di eliminare dai tessuti quella parte di acqua che normalmente è presente e che viene rinnovata continuamente dallo scambio che avviene a livello dei capillari. Oltre all’acqua, la linfa trasporta proteine, cellule, batteri. Se questa rete di vasi linfatici è malformata (linfedema primario), quindi insufficiente a svuotare i tessuti, una certa quantità di linfa ristagna e provoca un gonfiore duro e difficilmente eliminabile. Forme minori di linfedema sono riscontrabili per lo più in donne giovani, limitati al piede od alla gamba, in genere asimmetrici. La rete linfatica può diventare insufficiente a seguito di traumi, interventi chirurgici (sui linfonodi), invasione neoplastica, dando luogo al linfedema secondario.

Qualunque sia la causa dell’edema, e qualunque sia la sua consistenza (duro o molle), l’acqua raccolta nei tessuti deve essere mobilizzata ed eliminata. Naturalmente la causa del disturbo deve essere rimossa, se possibile, ma nell’attesa o nell’impossibilità di farlo, una adeguata terapia compressiva, proporzionale al problema, dovrà essere intrapresa.

Se l’edema è molle, (recente, di rapida insorgenza), l’effetto della compressione è a volte clamoroso specie nei casi più evidenti. Se l’edema è duro (forme croniche, linfedema, dopo infiammazione), il risultato richiede pazienza e tempo.  Il linfodrenaggio manuale può essere molto utile in questi casi.
Una volta ottenuta la scomparsa dell’edema, se la causa può essere eliminata (intervento, guarigione) l’edema non tenderà a ricomparire. Se la causa non è eliminabile, sarà necessario prevedere un trattamento di mantenimento (calze elastiche).