E’ giusto togliere la safena?

A partire dagli anni 90 si è fatta strada una corrente di pensiero tendente a non eliminare la safena

Quindi è giusto togliere la safena o no? Scopriamolo qui.

In presenza di vene varicose, il consiglio medico più frequente è quello di togliere la safena, in quanto considerata la causa delle varici. In effetti in due terzi dei casi di comparsa di vene varicose è possibile dimostrare con l’eco-Doppler che la safena collegata a quelle vene non è più capace di trattenere il sangue.

Fig 1: Questo paziente presenta varici evidenti alla gamba collegate ad un malfunzionamento della safena nel tratto che va dall’inguine al disotto del ginocchio.

Fig 1: Questo paziente presenta varici evidenti alla gamba collegate ad un malfunzionamento della safena nel tratto che va dall’inguine al disotto del ginocchio.

Le sue valvole infatti, nate con lo scopo di non far tornare indietro il sangue che sale lentamente verso il cuore, non sono più capaci di svolgere questo compito. Il sangue dunque grava sulle vene della gamba e tende, nel tempo, a dilatarle ed a renderle “varicose”.
Circa 60 anni fa i chirurghi hanno cominciato ad eseguire regolarmente sulla safena una operazione chiamata “stripping” che consiste nello staccare la vena all’ inguine ed al dorso del piede e poi sfilarla con uno strumento flessibile inserito al suo interno.
Si tratta ancora dell’intervento più frequentemente eseguito in ospedale.
Si è visto però che questo intervento, pur inizialmente efficace (naturalmente se eseguito a regola), a distanza di qualche anno viene seguito dalla formazione di nuove varici (recidiva).
A 5 anni di distanza il 15% degli operati ha nuove varici. A 10 anni il 25%, a 40 anni il 60 %. Non tutte queste nuove varici devono essere trattate (circa la metà), ma costituiscono comunque una causa di scontento, specialmente estetico (per cicatrici, varici, capillari).

Fig 2: Solo le varici sono state eliminate con la flebectomia in anestesia locale. La safena è stata lasciata in sede e viene tenuta sotto controllo annuale mediante ecoDoppler.

Fig 2: Solo le varici sono state eliminate con la flebectomia in anestesia locale. La safena è stata lasciata in sede e viene tenuta sotto controllo annuale mediante ecoDoppler.

Il trattamento della safena con il laser ha semplificato l’intervento, perché la vena viene chiusa e lo stripping non è più necessario, ma viene eseguito da troppo poco tempo per poter dire che offre migliori risultati (senza contare che ha un costo molto più alto non essendo rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale).
A partire dagli anni 90 si è fatta strada una corrente di pensiero tendente a non eliminare la safena perché:

1- Spesso è sana del tutto o in parte
2- Anche se malata, non è necessario eliminarla per curare le varici
3- La safena anche malata può essere utile per sostituire arterie ostruite

Questa concezione “conservativa” sostenuta in maniera estremista dai fautori della metodica CHIVA, è comunque alla base di un trattamento più semplice della malattia varicosa che alcuni flebologi hanno iniziato a praticare. La safena non viene più eliminata, se non nei casi più avanzati, limitandosi ad eliminare solo le vene varicose con un piccolo intervento in anestesia locale (flebectomia ambulatoriale).
Questo tipo di trattamento, per di più, non necessita di ricovero.
Molte safene che restano in sede, pur non perfette, possono funzionare ancora per anni con solo eventuali piccole correzioni, comunque simili a quelle necessarie nei pazienti operati tradizionalmente.
Qualora nel tempo si veda che la safena deve essere eliminata, può essere trattata con la scleroterapia (una iniezione al suo interno di una schiuma capace di chiuderla) invece che con l’intervento tradizionale.