Come studiare le varici per decidere il trattamento

Fare diagnosi di varici spesso è facile, basta guardare le gambe.  Se però vogliamo stabilire la gravità del quadro, il punto dove il difetto circolatorio inizia, quali vene principali sono coinvolte, quali vene sono recuperabili , ed altro ancora, è necessario approfondire lo studio. In particolare bisogna ricordare che non esiste un quadro tipico di varici, ma ogni individuo è diverso da un altro. Non esistono cioè due malati di varici con una situazione identica.

Un accurato esame clinico della gamba malata è una fase insostituibile. Per i flebologi già esperti l’esame clinico può già chiarire molti degli aspetti della malattia del soggetto in osservazione.

Eco-Color-Doppler

Fig.1: Eco-Color-Doppler su una gamba varicosa. L’esame è eseguito in piedi. E’ lo stesso flebologo che studia il suo paziente e segna le varici.

L’esame clinico prevede:

  • La storia della malattia (sintomi, familiarità, malattie precedenti, gravidanze, stile di vita)
  • L’osservazione della gamba (macchie, arrossamento, lesioni cutanee, sede delle varici)
  • La palpazione delle vene (indurimenti, calore, dolorabilità, smagliature della fascia muscolare)
  • La ricerca di aree dolenti
  • La verifica del sistema arterioso
  • Il controllo delle articolazioni

I dati così ottenuti devono essere confrontati con quelli ottenuti dallo studio della gamba con l’Eco-Color-Doppler. Questo apparecchio (Fig.1) consente di “vedere” le vene sotto la pelle e seguirne il decorso (Eco), in particolare il punto di inizio del danno valvolare ed il punto terminale. Anche le vene profonde possono essere controllate.

Gamba varicosa dopo mappaggio

Fig 2: Gamba varicosa dopo mappaggio pre-operatorio: la safena alla coscia è malata solo per un breve tratto (marcaggio con linea punteggiata); le altre varici non interessano la safena. Su questa base il trattamento sarà: asportazione in anestesia locale delle vene dilatate, risparmio della safena, da controllare una volta all’anno con Eco-Doppler.

Inoltre consente di stabilire se le vene osservate funzionano normalmente (Color-Doppler), presentano un danno valvolare, sono dilatate, sono libere da trombi, sono vicine a strutture rischiose (arterie, nervi). E’ così possibile fare una “mappa” delle varici, segnando su un foglio (o direttamente sulla gamba -Fig.2-) se la safena è coinvolta, con che gravità e fino a che punto.

Alla fine dello studio clinico e strumentale il flebologo ha un quadro preciso della malattia ed è in grado, secondo la sua esperienza e secondo il metodo preferito, di proporre il trattamento correttivo migliore. La situazione ideale è quando lo stesso flebologo esegue l’esame Eco-Color Doppler, perché può meglio apprezzare ed interpretare ciò che vede personalmente. Se invece l’esame viene eseguito da un altro operatore, senza la presenza del flebologo, molti utili aspetti saranno perduti. Se poi l’esame non viene eseguito affatto ci si troverà nella condizione di trattare la malattia conoscendola solo in parte. Altri esami possono essere necessari (pletismografia, misurazione delle pressioni, flebografia), ma solo in casi particolari.